Inerti, incontro in Comune. Fioroni: ‘Non vedo muri’

Ulteriori approfondimenti per depositare in zona Buzza il materiale di scavo del raddoppio del San Gottardo E i residenti si mobilitano.

  • laRegione
  • 17 Dec 2016
  • Di Mattia Cavaliere

Un incontro «informativo». Il sindaco di Biasca Loris Galbusera riassume in questi termini la riunione tenutasi ieri pomeriggio in Comune sul risanamento del tunnel autostradale del San Gottardo, segnatamente sulla questione del deposito del materiale di scavo. Quanto? Le ultime stime parlano di un volume complessivo di 700-800mila metri cubi. Dove saranno sistemati? La questione non è stata ancora chiarita. Per la Buzza di Biasca, soluzione caldeggiata da Berna, ci vorranno ulteriori approfondimenti, anche dal profilo ambientale. Le parti – ieri era presente anche il capo della Divisione dell’ambiente Moreno Celio, oltre al municipale responsabile per Biasca Omar Terraneo e al ‘vicino’ sindaco di Serravalle Luca Bianchetti – si sono date appuntamento a subito dopo le feste. Il tempo di chiarire le ultime questioni, così da consentire ai due Municipi di prendere posizione definitiva con tutte le informazioni del caso. Nel prossimo semestre il Cantone porrà in consultazione la Scheda V7 di Piano direttore, dedicata alle discariche, con modifiche sulla Buzza che toccano anche la questione degli scarti cantonali dell’edilizia che si pensa di portare (questa volta via camion) in queste zone. Sulla base di tale documento Berna allestirà il progetto esecutivo del secondo tunnel del San Gottardo, con indicato il luogo di deposito degli inerti: al massimo tra un anno sarà pronto.

Le petizioni? ‘Preoccupano’

Incalzato sull’incontro Marco Fioroni, capo della filiale di Bellinzona dell’Ustra, commenta: «Ci è sembrato che ci sia la volontà di trovare un accordo che soddisfi entrambe le parti. No, non abbiamo trovato una situazione di muro contro muro». E la mobilitazione partita a Loderio in queste settimane contro il deposito di altro materiale, dopo quello accumulato negli anni scorsi durante il cantiere AlpTransit? «Beh, diciamo che un po’ ci preoccupa. Ma restiamo fiduciosi». Dopo la petizione del gruppo ‘Loderio c’è’, ieri intervenuto con striscioni posati sulla strada, giovedì abbiamo riferito di un’altra raccolta firme, partita da Pollegio, contro la stessa opzione di depositare gli inerti a Biasca (la Bassa Leventina, ricordiamo, fungerebbe da stazione di smistamento tra i treni provenienti da Airolo carichi di pietrame e il nastro trasportatore di alcuni chilometri fino alla Buzza). Quanto alla posizione del Municipio biaschese, il sindaco Galbusera ammette che vi sono «sensibilità diverse». E termina rassicurando la popolazione: «Prima che si avvii la fase edilizia indiremo una serata pubblica sul tema».