"Sarà quasi certamente la Buzza di Biasca ad accogliere il materiale di scavo proveniente dalla costruzione del secondo tunnel autostradale del San Gottardo" titolava un quotidiano ticinese prima di Natale. Secondo i piani dell'USTRA gli inerti dovrebbero essere trasportati su rotaia sino a Pollegio per poi essere spostati su nastro alla Buzza di Biasca utilizzando il cunicolo aperto in occasione dello scavo di Alptransit.

Appena smantellato il cantiere "del secolo" che ha costretto la popolazione di Pollegio a convivere negli ultimi ventanni con notevoli disagi di tipo ambientale, già si pianifica l'installazione di una nuova deponia e piazza di smistamento di inerti che potrebbe protarsi per almeno un ulteriore decennio.

La popolazione di Pollegio ha già dato il suo ampio contributo territoriale ed ambientale alla realizzazione di opere legate ai trasporti ed ora non è più disposta a subire ulteriori imposizioni di questo tipo.

Proprio ora che i terreni agricoli rimanenti stanno tornando all’agricoltura locale, immaginare di portare una parte importante del materiale di scavo proveniente dai futuri cantieri di Airolo in Bassa Leventina, per poi depositarlo alla Buzza di Biasca, è la peggiore delle scelte sia dal lato ambientale che da quello economico.

Per questi motivi la popolazione di Pollegio esprime un fermo rifiuto a tale ipotesi.

A Pollegio si è recentemente costituito un gruppo promotore di una petizione dal titolo esaustivo: ''Abbiamo già dato", primo firmatario l'ex sindaco di Pollegio Romano Rossi.

Altri membri del gruppo: Edo Strozzi, Sandro Imelli, Alessandro Taddei, Donald Nessi, Augusto Simoni, Sereno Imperatori.

Cittadine e Cittadini di Pollegio e di tutta le regione manifestate la vostra opposizione a questo progetto, firmate la petizione !